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mercoledì 6 febbraio 2013
Le 10 metropolitane piu' sorprendenti del mondo
martedì 5 febbraio 2013
lunedì 4 febbraio 2013
domenica 3 febbraio 2013
La nuova acqua elastica per dire addio alla plastica
Atossica, flessibile e, soprattutto, totalmente naturale. Una
scoperta "eco", che permetterà di dire addio alle problematiche
ambientali che l'utilizzo della plastica comporta.
-Redazione- -2 febbraio 2013- Funziona come la plastica, ma non sporca e non inquina l'ambiente. Questo grazie al fatto che è costituita prevalentemente d'acqua.
Un nuovo materiale, altamente flessibile, atossico e in piena sintonia con lo spirito ecologico, è stato realizzato dalla Japan Science and Technology Agency. Si tratta, appunto, di un polimero formato per il 95% da molecole di H2O, a cui vengono aggiunte piccole quantità di argilla e altri materiali organici naturali. La composizione permette dunque di ottenere un prodotto trasparente, in tutto e per tutto somigliante all'acqua, se non per l'innovativo dettaglio che è solido e gommoso.
Gli inventori hanno soprannominato la scoperta “acqua elastica” e assicurano che è altamente funzionale a uno sviluppo su larga scala, anche grazie ai bassi costi delle materie prime utilizzate per crearla.
Salutata con entusiasmo dall'eccelsa rivista “Nature”, la scoperta troverà applicazione nella medicina e nella chirurgia, nonché nella sostituzione della plastica, prodotto petrolifero, evitando così i gravosi problemi dello smaltimento e dell'impatto ambientale.
Un nuovo materiale, altamente flessibile, atossico e in piena sintonia con lo spirito ecologico, è stato realizzato dalla Japan Science and Technology Agency. Si tratta, appunto, di un polimero formato per il 95% da molecole di H2O, a cui vengono aggiunte piccole quantità di argilla e altri materiali organici naturali. La composizione permette dunque di ottenere un prodotto trasparente, in tutto e per tutto somigliante all'acqua, se non per l'innovativo dettaglio che è solido e gommoso.
Gli inventori hanno soprannominato la scoperta “acqua elastica” e assicurano che è altamente funzionale a uno sviluppo su larga scala, anche grazie ai bassi costi delle materie prime utilizzate per crearla.
Salutata con entusiasmo dall'eccelsa rivista “Nature”, la scoperta troverà applicazione nella medicina e nella chirurgia, nonché nella sostituzione della plastica, prodotto petrolifero, evitando così i gravosi problemi dello smaltimento e dell'impatto ambientale.
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Francia: dove comprare online moda etica di Luca Scialò il 3 febbraio 2013
Chi non ha mia provato a fare un acquisto online? Ma per chi vuole vestiti e accessori eco-sostenibili o anche vegani a
volte la ricerca non è facile e spesso ci si imabtte in orrende
‘cioffeche’. Di seguito vi offriamo una carrellata di siti quasi tutti
francesi dove poter fare acquisti bio, etici ma anche convenienti, con
un occhio alla vestibilità e all’eleganza. Una valida alternativa ai siti italiani o
per arricchire il proprio armadio e la camera dei bambini di pezzi
insoliti (i francesi da questo punto di vista purtroppo sono più
avanti). Molti purtroppo sono solo in francese.
greenweez.com
: offre un’ampia selezione di articoli di moda, sportivi e prodotti
biologici ed ecologici per la casa, il benessere, e l’alimentazione. E
inakis.fr: offre accessori moda ma anche cibo bio, arredi green, prodotti per la cura del corpo e della casa, ma anche mobili per bambini e giocattoli eco-friendly.
meli melo bio: inaugurato nel 2007 da una mamma bio, offre molti brand di abbigliamento con fibre biologiche e naturali. Ci trovate, come dice il suo nome (méli-mélo in francese è pasticcio), di tutto un pò.
eco-sapiens.com: riunisce decine di marche e negozi etici e consente di accedere rapidamente a tutti i siti segnalati dedicati alla moda più trendy del momento. E’ ricco anche di prodotti per la casa e il giardino.
modetic.com: su questo portale potete trovare i prodotti di alcuni marchi dedicati alla moda etic e cruelty free, non manca biancheria intima confortevole ed elegante in pelle-etica .
monde-ethique.fr: un grande portale dedicato ai gioielli, alle borse agli e agli accessori sia per uomo che per donna. E’ un sito molto ricco di prodotti.
socapristi.com: vi troverete bijoux etici fatti con materiale riciclato. Tra i pezzi più ambiti, quelli di People Tree, Verde Rocks et Fifi bijoux.
greeen-store.com: il sito delle tre “e” che stanno per ecologica, estetica ed etica. Qui troverete sia bijoux che mobili e oggetti d’arredamento inmateriale riciclato, da legno certificato o in cuoio rigenerato, ma non manca anche l’art de la table. Tutto all’insegna dell’etico e sostenibile.
dawanda: questo portale raduna più di 150.000 mini-boutique di moda, gioielli e accessori. C’è anche la versione italiana.
Se non vi basta ancora, (o avete una carta di credito a fondo illimitato!) ecco altri siti di vendita on line molto interessanti ma questa volta italiani: dove comprare scarpe vegan on line
inakis.fr: offre accessori moda ma anche cibo bio, arredi green, prodotti per la cura del corpo e della casa, ma anche mobili per bambini e giocattoli eco-friendly.
meli melo bio: inaugurato nel 2007 da una mamma bio, offre molti brand di abbigliamento con fibre biologiche e naturali. Ci trovate, come dice il suo nome (méli-mélo in francese è pasticcio), di tutto un pò.
eco-sapiens.com: riunisce decine di marche e negozi etici e consente di accedere rapidamente a tutti i siti segnalati dedicati alla moda più trendy del momento. E’ ricco anche di prodotti per la casa e il giardino.
modetic.com: su questo portale potete trovare i prodotti di alcuni marchi dedicati alla moda etic e cruelty free, non manca biancheria intima confortevole ed elegante in pelle-etica .
monde-ethique.fr: un grande portale dedicato ai gioielli, alle borse agli e agli accessori sia per uomo che per donna. E’ un sito molto ricco di prodotti.
socapristi.com: vi troverete bijoux etici fatti con materiale riciclato. Tra i pezzi più ambiti, quelli di People Tree, Verde Rocks et Fifi bijoux.
greeen-store.com: il sito delle tre “e” che stanno per ecologica, estetica ed etica. Qui troverete sia bijoux che mobili e oggetti d’arredamento inmateriale riciclato, da legno certificato o in cuoio rigenerato, ma non manca anche l’art de la table. Tutto all’insegna dell’etico e sostenibile.
dawanda: questo portale raduna più di 150.000 mini-boutique di moda, gioielli e accessori. C’è anche la versione italiana.
Se non vi basta ancora, (o avete una carta di credito a fondo illimitato!) ecco altri siti di vendita on line molto interessanti ma questa volta italiani: dove comprare scarpe vegan on line
10 consigli per imparare una lingua da soli
Alcuni consigli per imparare una lingua da soli.
2. Dimentica i doveri: sei tu che comandi, e nessun’altro. Se una cosa non ti piace, non farla.
3. Esigi il divertimento: un requisito fondamentale per arrivare fino in fondo è non annoiarsi per nessun, nessun motivo. Non c’è posto per libri di testo, esercizietti monotoni e nemmeno per la grammatica! Non servono, a meno che non ti divertano sinceramente.
4. Imita i bambini: (questo ribadisce i due punti precedenti, ma è davvero importante) i bambini, cioè i veri campioni quando si tratta di imparare, non si accontentano mai. Si concentrano su una cosa per un po’, ma quando si stufano passano alla successiva in un attimo. Prima il cartone animato preferito, poi questo e quel giocattolo, poi il cane o di nuovo il cartone preferito. I bambini semplicemente non accettano di annoiarsi.
5. Sfrutta materiale creato da nativi per nativi, come film e romanzi, invece di corsi o libri confezionati per insegnare la lingua. Questi ultimi si basano sul preconcetto spiegato nell’introduzione, e in più contengono solo una versione di L2 sterilizzata e priva di vita, non la lingua vera che speri di imparare.
6. L2 sempre con te: è importante che la lingua che stai imparando ti ronzi in testa ogni giorno, tutto il giorno. Ovunque vai, cerca di porre sempre L2 nel tuo campo visivo e nelle tue orecchie (magari con delle cuffie). L’ascolto non deve essere sempre attivo: anche mentre lavori, studi o fai altre cose che richiedono la tua attenzione, un lieve sottofondo di L2 è utile per il tuo apprendimento. Seguendo bene i consigli 2~4 questo continuo flusso sarà comunque piacevole e sostenibile. Se questo punto (o quelli che seguono) ti sembrano troppo esigenti, torna al consiglio numero 1.
7. Metti L2 più vicino a te di L1: “nelle abitudini quotidiane seguiamo sempre il percorso meno faticoso”. Questa è una regola ferrea che puoi volgere a tuo favore organizzando l’ambiente intorno a te. Poni libri e riviste in L2 a portata di mano dalla tua scrivania/letto/divano, e quelli in Italiano (L1) in posti difficili (o impossibili) da raggiungere; riempi il tuo browser di segnalibri con siti in L2; cancella la tua musica non-L2; e così via…
8. Inizia presto a leggere libri (per adulti nativi, vedi i punti 5 e 3): comincia prima di sentirti in grado di capirli. La verità è che impari a leggere bene perché hai letto tanto, e non viceversa.
9. Installa un SRS (Software di Ripetizione Spaziata): usando questo programmino ogni giorno per pochi minuti hai la garanzia di non dimenticarti nessuna parola o frase che vi hai inserito. E’ un piccolo investimento che accelera molto l’apprendimento. Un SRS molto consigliato è Anki.
10. Evita i confronti: raggiunto un livello intermedio, è facile tormentarsi pensando “ho faticato tanto, e ancora non capisco questo e quello; un nativo è molto più bravo di me.” Confrontarsi con gli altri è in sé una ricetta per la frustrazione. Se poi ti confronti con degli adulti, che hanno un’esperienza in L2 più lunga della tua di decine d’anni, rischi una vera crisi. Piuttosto, confrontati con le versioni passate di te. Oppure con un bambino che è nato il giorno in cui tu hai cominciato a studiare L2. Forse quello sarebbe un confronto equo (e pieno di soddisfazioni!).
(Rinnovabili.it) – Molte delle
difficoltà nell’imparare una lingua straniera nascono da un malinteso
diffusissimo: che una lingua si possa studiare ed insegnare esattamente
come tutte le altre materie. In realtà, mentre argomenti come la storia o
la matematica sono genericamente “insiemi” di informazioni, un
linguaggio è un “mezzo per trasmetterle”. Il suo uso non deve
interferire col contenuto del messaggio. In altre parole, una lingua ci
deve riuscire istintivamente e senza sforzo. Considerare questa
differenza apre le porte ad un modo molto diverso di apprendere, basato
sull’abitudine e il divertimento invece che su ragionamenti grammaticali
e noiose memorizzazioni.
Quelli che seguono sono alcuni consigli su come imparare da autodidatti una seconda lingua (abbreviata L2) fino alla totale padronanza, e su come farlo in modo piacevole, appagante e anche rapido.
Quelli che seguono sono alcuni consigli su come imparare da autodidatti una seconda lingua (abbreviata L2) fino alla totale padronanza, e su come farlo in modo piacevole, appagante e anche rapido.
1. Prima di cominciare, chiediti se ci tieni davvero ad imparare L2:
motivi come “devo farlo” o “sarebbe utile” purtroppo non bastano. Se
non c’è un desiderio vero ed ardente di avere successo, cerca di
crearlo. E’ un carburante indispensabile.
2. Dimentica i doveri: sei tu che comandi, e nessun’altro. Se una cosa non ti piace, non farla.
3. Esigi il divertimento: un requisito fondamentale per arrivare fino in fondo è non annoiarsi per nessun, nessun motivo. Non c’è posto per libri di testo, esercizietti monotoni e nemmeno per la grammatica! Non servono, a meno che non ti divertano sinceramente.
4. Imita i bambini: (questo ribadisce i due punti precedenti, ma è davvero importante) i bambini, cioè i veri campioni quando si tratta di imparare, non si accontentano mai. Si concentrano su una cosa per un po’, ma quando si stufano passano alla successiva in un attimo. Prima il cartone animato preferito, poi questo e quel giocattolo, poi il cane o di nuovo il cartone preferito. I bambini semplicemente non accettano di annoiarsi.
5. Sfrutta materiale creato da nativi per nativi, come film e romanzi, invece di corsi o libri confezionati per insegnare la lingua. Questi ultimi si basano sul preconcetto spiegato nell’introduzione, e in più contengono solo una versione di L2 sterilizzata e priva di vita, non la lingua vera che speri di imparare.
6. L2 sempre con te: è importante che la lingua che stai imparando ti ronzi in testa ogni giorno, tutto il giorno. Ovunque vai, cerca di porre sempre L2 nel tuo campo visivo e nelle tue orecchie (magari con delle cuffie). L’ascolto non deve essere sempre attivo: anche mentre lavori, studi o fai altre cose che richiedono la tua attenzione, un lieve sottofondo di L2 è utile per il tuo apprendimento. Seguendo bene i consigli 2~4 questo continuo flusso sarà comunque piacevole e sostenibile. Se questo punto (o quelli che seguono) ti sembrano troppo esigenti, torna al consiglio numero 1.
7. Metti L2 più vicino a te di L1: “nelle abitudini quotidiane seguiamo sempre il percorso meno faticoso”. Questa è una regola ferrea che puoi volgere a tuo favore organizzando l’ambiente intorno a te. Poni libri e riviste in L2 a portata di mano dalla tua scrivania/letto/divano, e quelli in Italiano (L1) in posti difficili (o impossibili) da raggiungere; riempi il tuo browser di segnalibri con siti in L2; cancella la tua musica non-L2; e così via…
8. Inizia presto a leggere libri (per adulti nativi, vedi i punti 5 e 3): comincia prima di sentirti in grado di capirli. La verità è che impari a leggere bene perché hai letto tanto, e non viceversa.
9. Installa un SRS (Software di Ripetizione Spaziata): usando questo programmino ogni giorno per pochi minuti hai la garanzia di non dimenticarti nessuna parola o frase che vi hai inserito. E’ un piccolo investimento che accelera molto l’apprendimento. Un SRS molto consigliato è Anki.
10. Evita i confronti: raggiunto un livello intermedio, è facile tormentarsi pensando “ho faticato tanto, e ancora non capisco questo e quello; un nativo è molto più bravo di me.” Confrontarsi con gli altri è in sé una ricetta per la frustrazione. Se poi ti confronti con degli adulti, che hanno un’esperienza in L2 più lunga della tua di decine d’anni, rischi una vera crisi. Piuttosto, confrontati con le versioni passate di te. Oppure con un bambino che è nato il giorno in cui tu hai cominciato a studiare L2. Forse quello sarebbe un confronto equo (e pieno di soddisfazioni!).
Rainwater Harvesting: la raccolta dell’acqua piovana diventa una scienza
sabato 2 febbraio 2013
Elettriche a celle combustibili
Accordo Daimler, Renault-Nissan e Ford per dare una spinta alle elettriche a celle combustibili
di Claudio Riccardi il 2 febbraio 2013
UNA NUOVA SCOPERTA: Un’alternativa alle batterie tradizionali: batterie al metanolo?
Le celle a combustibile sono sistema di alimentazione pulito ed economico, conosciuto con l’acronimo di FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle), che dovrebbe raggiungere le strade a partire dal 2017. La sinergia tra i tre gruppi porterà alla convergenza dei rispettivi centri di sviluppo, localizzati in tre continenti, con l’obiettivo di far leva sull’economia di scala per massimizzare design, produzione ed efficienze. E così rendere una realtà accessibile alle tasche di molte famiglie le vetture FCEV.
Ad alimentare questi veicoli è l’energia elettrica generata da idrogeno e ossigeno. L’unico prodotto di scarico è l’acqua. Daimler, Ford e Nissan vantano più di 60 anni di esperienza cumulativa, nello studio di celle a combustibile, cui vanno ad aggiungersi gli oltre 10 milioni di km di test drive eseguiti sulle strade di tutto il mondo.
LEGGI ANCHE: Auto a idrogeno: sogno o realtà?
Il patto industriale si traduce anche in un invito per fornitori, leader politici e industria: concentrarsi sulla messa a punto di stazioni di rifornimento di idrogeno e dell’infrastruttura necessaria ad assecondare la diffusione su larga scala di questi veicoli.
Vedremo chi accoglierà l’invito.
energie rinnovabili
Un sito veramente completo ed aggiornato che tratta tutte le fonti di energie rinnovabili.
Consulente energia.
Consulente energia.
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Api e pesticidi
Api e pesticidi: “Due anni di stop non bastano”
Greenpeace e Aiab: “Al via la sospensione definitiva”
sabato 2 febbraio 2013 09:24 Redazione Web
Si tratta di tre neonicotinoidi, per il loro utilizzo sulle colture di mais, colza, girasole e cotone, nella forma di sementi conciate, uso in formulazione granulare e in spray. "La proposta della Commissione Europea è un primo e positivo passo avanti per affrontare gli effetti nocivi dei pesticidi sulle api, ma non basta. Queste sostanze sono fonte di problemi per gli insetti impollinatori anche quando vengono utilizzati in colture diverse da quelle menzionate dalla proposta della Commissione. Bisogna proseguire le indagini sul campo" dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace.
"L'Italia colga lo spirito dell'iniziativa della Commissione Europea e decreti il divieto definitivo per l'uso dei neonicotinoidi, invece di continuare con ridicole proroghe, come l'ultima di appena sei mesi". Ha aggiunto il presidente di Aiab, Alessandro Triantafyllidis l'invito della Commissione europea a fermare l'uso dei neonicotinoidi rivolto agli Stati Membri. "Seguendo quanto richiesto dall'Ue, invochiamo la sospensione definitiva di queste sostanze che, ormai in modo evidente, rappresentano un rischio per la salute delle api. E' inutile, pertanto, proseguire nelle proroghe di divieto, quanto invece pronunciarsi una volta per tutte in un divieto definitivo".
Secondo l'Unep (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente), l'84% delle principali colture europee dipende dall'impollinazione degli insetti, capitanati dalle api. Le api sono le principali responsabili dell'impollinazione di centinaia di specie di piante, sia coltivate sia selvatiche. La mancata impollinazione potrebbe avere conseguenze serie sulla perdita di biodiversità .
"I neonicotinoidi elencati della proposta europea sono già oggetto di specifico bando temporaneo in Italia, ma solo per le sementi conciate. Ora è necessario estendere il divieto anche all'uso in formulazione granulare e in spray" aggiunge Ferrario. "Il declino delle api è solo uno dei sintomi di un sistema agricolo che, basato sull'uso intensivo di prodotti chimici e al servizio degli interessi di multinazionali potenti, ha fallito l'obiettivo di garantire una produzione abbondante tutelando al tempo stesso l'ambiente. È necessario quindi un cambio radicale nella direzione di un'agricoltura di stampo sostenibile".
Doccia o vasca?
Uno studio sul consumo dell'acqua consiglia di tornare alla vasca da bagno
La ricerca condotta dall’associazione Waterwise dice che si utilizza sempre più acqua della doccia con maggiorati consumi idrici ed energetici
E ’ noto a tutti che un bagno provvisto di doccia consuma meno acqua di uno con la vasca da bagno. Secondo una recente ricerca britannica non c’è niente di più sbagliato. La doccia non è sempre la scelta più ecologica.Si calcola infatti che una doccia di 8 minuti consumi circa 62 litri d’acqua contro gli 80 di un bagno in vasca. Se si tiene conto del fatto che circa il 20% delle docce presenti sul mercato hanno un getto ad alta pressione che negli stessi otto minuti consumano invece ben 136 litri d’acqua.
La ricerca condotta dall’associazione Waterwise, la prima a misurare con accuratezza i consumi medi della popolazione britannica, sostiene che l’acqua consumata dalle docce occupa una quota sempre più grande dei consumi totali d’acqua. Inoltre si calcola che l’energia usata per riscaldare l’acqua nelle case rappresenta il 5% delle emissioni di Co2 in Gran Bretagna e un quarto delle spese pro capite per energia.
La questione dei consumi idrici è seria e ognuno deve imparare a responsabilizzarsi. Se si pensa che negli anni sono cresciuti sia i consumi pro capite sia la popolazione, cambiare il soffione della doccia o almeno regolarne il flusso può rivelarsi un’ottima soluzione.
Letizia Materassi
venerdì 1 febbraio 2013
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